The “Green Road” of ASEAN: energia rinnovabile, lavori in corso
1066
post-template-default,single,single-post,postid-1066,single-format-standard,bridge-core-2.7.6,qode-page-transition-enabled,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-26.1,qode-theme-bridge,disabled_footer_top,wpb-js-composer js-comp-ver-6.6.0,vc_responsive

The “Green Road” of ASEAN: energia rinnovabile, lavori in corso

Negli anni precedenti la pandemia, i paesi ASEAN avevano iniziato una concreta fase di transizione energetica. Piani di riduzione delle emissioni di carbonio e di implementazione di energia rinnovabile erano stati sviluppati e sottoscritti, mettendo sul campo anche investimenti in infrastrutture e in nuovi progetti.

Malgrado il settore abbia anch’esso subito un calo dell’attività a causa della pandemia, si prevede che gli investimenti nelle energie rinnovabili aumenteranno costantemente è ciò determinerà a far diventare il settore come uno dei maggiori elementi trainanti delle economie dell’intera regione.

Proprio a fronte di un progetto di rilancio delle economie e per incrementare lo sviluppo del sistema energetico rinnovabile, i paesi dell’ASEAN hanno stabilito un ambizioso piano quinquennale  di cooperazione energetica (APAEC 2021-2025). I ministri dell’energia dell’ASEAN hanno concordato di fissare un obiettivo del 23% di quota di energia rinnovabile nell’approvvigionamento totale di energia primaria nella regione e del 35% nella capacità di potenza installata dell’ASEAN entro il 2025.

Un piano ambizioso dicevamo, ma che si attesta a diventare un obiettivo primario, tanto che alcuni paesi si stanno già posizionando ad attori principali nello sviluppo di energia rinnovabile. Oggi, Vietnam, Thailandia, Malesia e Filippine rappresentano una quota di oltre l’80% della capacità totale dell’ASEAN, con il Vietnam come capofila con il 34%.

E’ proprio il Vietnam al momento il paese più attivo nel ridurre la dipendenza dal carbone e le emissioni (previsione riduzione emissioni CO2 del 15% entro il 2030). Il suo sforzo deve soddisfare anche la crescente domanda di energia per uno sviluppo socio-economico sostenibile. Il piano interno prevede il raggiungimento di oltre 13 GW di installazioni, tra fotovoltaico, energia idroelettrica e eolico. Con il National Power Development Plan 2021-2030, il governo prevede di generare 50 GW da energia eolica e solare onshore e offshore entro il 2030.

Il settore energia di Singapore ha subito un forte colpo a causa della pandemia. Le nuove istallazioni hanno subito un calo di oltre il 50%. Questo effetto negativo ha reso necessario un pronto intervento del governo che ha stabilito un nuovo piano energetico e sviluppato progetti di infrastrutture per le energie rinnovabili. Già da quest’anno gli effetti positivi di questa azione porteranno una nuova rapida crescita del settore energetico, in particolar modo quello solare.

Una particolare attenzione merita l’Indonesia. Il governo ha deciso di puntare sull’energia rinnovabile con l’obiettivo di passare dal 9% nel 2020 al 23% entro il 2025. Tuttavia diversi ostacoli limitano ancora tali prerogative. Mancano nel paese investimenti sufficienti e sussistono inoltre problemi di prezzo dell’elettricità. Anche la conformazione geografica del paese di certo non aiuta. Pertanto, al fine di affrontare in modo efficace il problema, il governo alla fine del 2020 ha definito alcune regole ed emanato disposizioni con lo scopo di aiutare ad attrarre investimenti nel settore delle energie rinnovabili, agevolando soprattutto la possibilità di interventi stranieri.

Con la pandemia, la Thailandia ha ulteriormente accelerato il suo percorso per lo sviluppo di energia rinnovabile. Nell’ambito dell’ Alternative Energy Development Plan (AEDP), il governo ha previsto di generare entro il 2037 il 33% della produzione totale di energia del paese attraverso fonti rinnovabili. Il piano prevede di generare energia da fonti rinnovabili quali solare, eolico, biomassa, idrica e anche un’importante quota di energia proveniente dal trattamento dei rifiuti. Il BOI – Thai Board of Investment propone incentivi interessanti riguardo investimenti nel settore.

Un piano di investimenti del valore di 33 miliardi di MYR (pari a circa 8 miliardi di USD), predisposto dal governo malese, mira a raggiungere l’obiettivo del 20% di produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2025, con particolare focus sul solare.

Il piano energetico delle Filippine è un po’ più lungo nel tempo. L’obiettivo del governo è quello di avere almeno il 34% di energia rinnovabile istallata entro il 2040. Il piano del governo mira ad attrarre investimenti stranieri con importanti incentivi, primo tra tutti la possibilità di ottenere il 100% di proprietà straniera.

Secondo il Ministero dell’elettricità e dell’energia (MOEE) del Myanmar, il governo prevede di sviluppare infrastrutture per l’energia rinnovabile con l’obiettivo di generare il 12% del fabbisogno di elettricità da fonti energetiche rinnovabili entro il 2025.

Malgrado la decisa ripresa economica della regione già dal 2021, gli sforzi che i paesi ASEAN dovranno sostenere per raggiungere tali obiettivi saranno più grandi rispetto a quelli pianificati nel periodo pre-pandemia. Anche il settore del rinnovabile è influenzato dalle limitazioni attualmente in atto: sussistono restrizioni di viaggio, interruzione della catena di approvigionamento, limitazioni di manodopera e di conseguenza una diminuita disponibilità economica. Progetti a breve termine potrebbero subire rallentamenti. L’energia rinnovabile rimane comunque un obiettivo da perseguire, ecco perché si stanno sempre più aprendo possibilità e opportunità per investitori stranieri.

Antonio Baiano
info@antoniobaiano.it