Le aziende europee devono guardare all’ASEAN
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Le aziende europee devono guardare all’ASEAN

Un recente report di Standard Chartered, basato su un piano di interviste a dirigenti di un ampio numero di aziende europee che operano con l’ASEAN, ci evidenzia un quadro molto interessante.

La previsione di un importante aumento degli affari nei prossimi 12 mesi è pressochè omogeneo tra gli intervistati e si concentra su 4 fattori principali: area composta da mercati di consumo in crescita; vari accordi di libero scambio siglati negli ultimi anni; una regione di approvvigionamento più che affidabile, un costante aumento di domanda.

Il corridoio Europa-ASEAN è guidato dal Vietnam, paese di cui abbiamo parlato molto riguardo fattore crescita, gestione pandemica, investimenti e accordo EVFTA già avviato. Al secondo posto si attestano Malesia e Thailandia, seguono poi gli altri paesi dell’area.

Focalizziamo alcuni fattori dell’analisi:

si prevede che la produzione di prodotti farmaceutici cresca sul mercato dei generici a prezzi accessibili, in particolare in Indonesia, Vietnam e Thailandia. Le aziende europee dovrebbero tenere in considerazione attività di fornitura di ingredienti farmaceutici. Una nota a parte il settore integratori e multivitaminici, in crescita esponenziale.

I beni di consumo sono in rapida evoluzione grazie ad una classe media in crescita e un consumo più elevato. Il settore Food & Beverage sarà trainante e il Made in Italy avrà la grande opportunità di aumentare le quote di mercato.

Non dimentichiamo l’automotive in generale; nella regione si concentreranno sempre di più produzione, logistica e esportazione di veicoli elettrici, con possibili vantaggi per i produttori e fornitori europei.

Opportunità interessanti per le società europee che possono offrire soluzioni digitali, poiché il sud-est asiatico investe in infrastrutture per smart cities,  trasporti e logistica. Negli ultimi anni si sono moltiplicati i progetti per lo sviluppo di città intelligenti con ampio coinvolgimento di investimenti stranieri.

Un capitolo a parte merita il settore delle energie rinnovabili: a fronte di un progetto di rilancio delle economie e per incrementare lo sviluppo del sistema energetico rinnovabile, i paesi dell’ASEAN hanno stabilito un ambizioso piano quinquennale  di cooperazione energetica (APAEC 2021-2025). I ministri dell’energia dell’ASEAN hanno concordato di fissare un obiettivo del 23% di quota di energia rinnovabile nell’approvvigionamento totale di energia primaria nella regione e del 35% nella capacità di potenza installata dell’ASEAN entro il 2025. Un piano ambizioso dicevamo, ma che si attesta a diventare un obiettivo primario, tanto che alcuni paesi si stanno già posizionando ad attori principali nello sviluppo di energia rinnovabile. Oggi, Vietnam, Thailandia, Malesia e Filippine rappresentano una quota di oltre l’80% della capacità totale dell’ASEAN, con il Vietnam come capofila con il 34%.

Il rapporto ha segnalato infine come l’e-commerce in Asean sia già pronto a essere uno dei settori in più rapida crescita, con uno slancio sostenuto in particolare dallo scenario post-Covid-19. Maggiori tecnologie e disponibilità economica in crescita risultano essere i fattori principali di questa tendenza. Si stima un aumento fino a oltre 310 milioni di consumatori entro il 2025, rispetto ai 250 milioni del 2018 e i 90 milioni del 2015.

Le prospettive sono senza ombra di dubbio ottimistiche , malgrado alcune criticità che possono tutt’ora sussistere, quali la corretta comprensione delle normative regionali, garanzie dei pagamenti, qualità delle infrastrutture e la gestione delle risorse locali. Fondamentali le attività di analisi, la selezione dei partner e la corretta gestione delle operazioni di follow-on e di business development.

La tendenza è comunque chiara; l’ASEAN si pone ormai come uno dei principali mercati al mondo e sarà sempre più ricco di opportunità per le aziende europee, sia per chi desidera diversificare ed espandere le proprie attività commerciali o di investimento, sia per coloro che desiderano affrontare processi di internazionalizzazione strutturati.

Antonio Baiano
info@antoniobaiano.it